53mo Festival dei due mondi di Spoleto. Si apre conHans Werner Henze, ”Gogo No Eiko”

Apre con un’inedita opera in giapponese del musicista Hans Werner Henze, ”Gogo No Eiko”, il 53mo Festival dei due mondi di Spoleto, che offrira’ (dal 18 giugno al 4 luglio) un programma ricco come quelli dei bei tempi di Giancarlo Menotti, ove si intrecciano grandi esperienze internazionali (Bob Wilson, Peter Brook, John Neumeier), presenze straordinarie [...]

Apre con un’inedita opera in giapponese del musicista Hans Werner Henze, ”Gogo No Eiko”, il 53mo Festival dei due mondi di Spoleto, che offrira’ (dal 18 giugno al 4 luglio) un programma ricco come quelli dei bei tempi di Giancarlo Menotti, ove si intrecciano grandi esperienze internazionali (Bob Wilson, Peter Brook, John Neumeier), presenze straordinarie di attore (Fanny Ardant, John Malkovich) e numerose esperienze giovanili e d’avanguardia. Si chiude – come e’ tradizione – con il Concerto in piazza Duomo dedicato a Bernstein e Mahler.

Giorgio Ferrara, presidente e direttore artistico del Festival, presentando la sua terza edizione in una fasto salone del ministero dei Beni culturali, ha dettato queste righe per stringere in una citazione una materia tanto complessa e molteplice: ”Nell’eta’ dell’incertezza per antonomasia, sempre nuova e multiforme, l’arte non puo’ che essere il rispecchiamento di tale condizione; ma e’ anche, insieme, il solo possibile tentativo di superarla, grazie alle virtu’ del pensiero e alla forza della bellezza: due prospettive, due vocazioni, che da sempre Spoleto e il suo festival sollecitano, animano e connettono”.

Ecco dunque che per la musica nel programma si intrecciano all’opera di Henze (la cui regia e’ dello stesso Giorgio Ferrara) i tradizionali Concerti di Mezzogiorno, una ‘serata Chopin’ , un concerto della banda della polizia ed uno di Eugenio Bennato con l’Orchestra popolare del sud, ed altri titoli a sorpresa. Il regista Bob Wilson, gia’ protagonista degli ultimi festival, torna con lo spettacolo dedicato ai Sonetti di Shakespeare creato per la compagna del Berliner Ensemble. Fanny Ardant e’ il perno di un concerto di ‘Chants d’est’ (le musiche dell’est europeo); John Malkovich recita le ‘Confessioni di un serial killer’, rappresentazione teatrale per orchestra, cantanti e attore.

Peter Brook torna in Italia con la sua ultima regia, ‘Eleven and twelve’ creato per il parigino Theatres des Bouffes du nord, che e’ una meditazione teatrale su Dio attraverso i suoi profeti tratto dai testi di Amadou Hampate’ Ba. Ancora per il teatro diciotto giovanissimi attori insieme a Michele Placido metteranno in scena lo scespiriano ‘Troilo e Cressidra’ con la regia di Piero Maccarinelli: una sorta di omaggio a Vittorio Gassman, che fu grande interprete del testo, a dieci anni dalla morte.

Quanto alla danza sono di scena importanti compagnie internazionali: la Lar Lubovitch dance company con un programma jazz; poi i sedici talenti della Cedar Lake Contemporary ballet e l’Hamburg Ballet di John Neumeier. E ancora tante altre serate intelligenti, oltre a tre mostre di arte contemporanea curate da Vittorio Sgarbi. Ultima buona notizia: la casa splendida che fu di Giancarlo Menotti con affaccio sulla piazza Duomo non andra’ perduta: l’ha acquistata l’industriale dell’olio Monini per farne la sede storica e il museo del Festival dei Due mondi.

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