Martin Lutero ed il movimento contadino

Nel mio scritto precedente non ardivo giudicare i contadini, dato che mostravano di voler accettare ammaestramenti migliori, poiché anche Cristo impone di non giudicare (Matteo vn, 1). Ma in un batter d’occhio essi sono andati oltre e si scagliano col pugno chiuso, dimentichi della loro profferta, e predano e infuriano e fanno come i cani [...]

Nel mio scritto precedente non ardivo giudicare i contadini, dato che mostravano di voler accettare ammaestramenti migliori, poiché anche Cristo impone di non giudicare (Matteo vn, 1). Ma in un batter d’occhio essi sono andati oltre e si scagliano col pugno chiuso, dimentichi della loro profferta, e predano e infuriano e fanno come i cani arrabbiati; da ciò appare chiaro che cosa racchiudevano nelle loro menti false, e come fosse solo menzogna e doppiezza quello che hanno proclamato nei dodici articoli sotto il nome del Vangelo. Insomma esercitano solo opere diaboliche, e in particolare è l’arcidiavolo [Munzer] che tra essi regge a Muhlhausen, e va apparecchiando solo rapine, uccisioni e spargimento di sangue, come di lui dice Cristo (Giovanni vm, 44), ch’esso fin dal principio è un uccisore. E ora che cotesti contadini e cotesta gente sciagurata si lasciano sedurre, e fanno altro da quello che prima avevano proclamato, anch’io devo parlare di loro in modo diverso [...].

Di tre specie di orribili peccati contro Dio e contro gli uomini si sono gravati questi contadini, e per essi hanno ben meritato più e più volte la morte del corpo e del1’anima.

Primo: avendo giurato fedeltà ed obbedienza alla loro autorità e promesso d’essere sudditi e soggetti, come comanda Dio allorché dice (Luca xx, 25): «Date a Cesare quel ch’è di Cesare» e (Romani X111, 1): «Ciascuno sia soggetto all’autorità», ecc., poiché volontariamente e con empietà ruppero quell’obbedienza, ponendosi inoltre contro i loro signori, hanno con ciò confuso, anima e corpo come sono soliti fare birboni, traditori, infidi, spergiuri, mentitori e ribelli [...].

Secondo: apparecchiarono rivolta, rapinarono e saccheggiarono con empietà castelli e conventi che non appartenevano a loro, perciò meritarono, ma doppiamente, la morte del corpo e dell’anima come ladroni pubblici e assassini da strada [...]. Per la qual cosa chiunque lo può deve colpire, scannare, massacrare in pubblico o in segreto, ponendo mente che nulla può esistere di più velenoso, nocivo e diabolico d’un sedizioso, giusto come si deve accoppare un cane arrabbiato, perché, se non lo ammazzi, esso ammazzerà te e con te tutto un paese.

Terzo: essi mascherano questi loro delitti tremendi ed orribili con il Vangelo, chiamandosi Fratelli Cristiani, estorcono giuramenti ed obbedienza e costringono la gente a partecipare con loro a tali empietà: perciò sono diventati i più grandi bestemmiatori di Dio ed offensori del Suo Santo Nome, a questo modo onorando e servendo il demonio sotto la maschera del Vangelo.

MARTIN LUTERO, Contro le empie e scellerate bande dei contadini

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