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Una riflessione di Mussolini: l’opposizione non era necessaria


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Qui sorge il problema: ma come fate a vivere senza un’opposizione ? L’opposizione ci vuole, perché sta bene nel quadro. Noi respingiamo nella maniera più perfetta e sdegnosa questo ordine di ragionamento. L’opposizione non è necessaria al funzionamento di un sano regime politico. L’opposizione è stolta, superflua in un regime totalitario come è il regime fascista.

L’opposizione è utile in tempi facili, di accademia, come avveniva prima della guerra, quando si discuteva alla Camera, se, come e quando si sarebbe realizzato il socialismo, e si fece un contraddittorio, che evidentemente non era serio, mal grado gli uomini che vi partecipavano.

Ma l’opposizione l’abbiamo in noi, cari signori; noi non siamo dei vecchi ronzini che hanno bisogno di essere pungolati. Noi controlliamo severamente noi stessi. L’opposizione sopra tutto0 la troviamo nelle cose, nelle difficoltà obiettive, nella vita, la quale ci dà una vasta montagna di opposizioni, che potrebbe esaurire spiriti anche superiori al mio. Quindi, nessuno speri che, dopo questo discorso, si vedranno dei giornalisti antifascisti, no; o che si permetterà la resurrezione di gruppi antifascisti: neppure. Si ritorna al mio discorso tenuto prima della rivoluzione in un piccolo circolo rionale di Milano, l’«Antonio Sciesa»: in Italia non c’è posto per gli antifascisti; c’è posto solo per i fascisti e per gli afascisti, quando siano dei cittadini probi ed esemplari.

da BENITO MUSSOLINI, Discorso delI’Ascensi0ne

(26 maggio 1927)

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