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Quando Alfonso I d’Este fece diventare la statua del Papa un cannone


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Fra gli hobby di Alfonso I d’Este, terzo duca di Ferrara dal l505, c`era quello di fabbricare armi da fuoco. Dei cannoni usciti dalla fonderia allestita nel suo castello, è rimasto famoso quello chiamato “La Giulia”, in onore, ma non troppo, di papa Giulio II.

Il bronzo proveniva dalla statua del papa, fusa per forza e di mala voglia da Michelangelo Buonarroti nel 1507 e posta sulla facciata di San Petronio a Bologna. Allorché nel l5ll i Bentivoglio ripresero la città al papa, la statua venne tirata in piazza e ridotta in frammenti, poi inviati ad Alfonso perché ne facesse un cannone. Le memorie del tempo dicono che il duca conservo la testa del papa, andata perduta nei secoli come pure il cannone. Non si è salvato neppure un altro eccezionale esemplare di cannone prodotto dalla fonderia ducale, lungo ben 8 metri. Non deve stupire questa passione in un signorotto condannato a guardare con timore i suoi vicini: da un lato, lo Stato della Chiesa, dall’altro, la Serenissima e invadente Repubblica di Venezia, entrambi sempre pronti a inglobare gli staterelli minori. L’importanza di questa attività si vide nel l509, durante la battaglia di Polesella, fra le ruppe guidate da Ippolito d’Este e i Veneziani. I cannoni di Alfonso, disposti sull’argine del Po, presero a bombardare la flottiglia nemica, che venne in parte distrutta e in parte catturata.
Fra gli ammiratori delle artiglierie estensi, ci fu il condottiero francese Pierre Terrail, noto come cavalier Baiardo, dal castello di Bavard (Grenoble) dove nacque, il quale, pero, prediligeva l’arma bianca. Egli vide quel famoso cannone di bronzo di 8 metri e lo giudico un ordigno spaventoso.

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