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La Galleria Palatina – Palazzo Pitti – Firenze



Sala di Saturno - Galleria Palatina. Affrescata da Ciro Ferri, raccoglie molte opere di Raffaello, tra cui la Madonna della Seggiola (a sx della porta)

Sala di Saturno - Galleria Palatina. Affrescata da Ciro Ferri, raccoglie molte opere tra cui la Madonna con la Seggiola di Raffaello (a sx della porta)

La galleria, che prende il nome dal fatto di essere ospitata nel palazzo (palatium) della famiglia regnante, conserva ancora il gusto museografico tipico del Seicento datole al tempo della fondazione, per cui le pitture si offrono al visitatore in un contesto sfarzoso e di grande effetto; cosi, al valore intrinseco delle opere d’arte si aggiunge la ricchezza delle decorazioni e degli arredi.

La raccolta, iniziata verso il l620 da Cosimo Il de’ Medici, che fece allestire appositamente le sale del primo piano, fu in seguito accresciuta dai vari granduchi medicei. Aperta al pubblico nel l828 da Leopoldo II di Lorena con gesto veramente regale, la Galleria Palatina è una delle più fntastiche raccolte di capolavori di pittura d’ogni tempo.

Botticelli, Signorelli, Lippi, Raffaello si alternano a Rubens, Van Dyck, Dughet e, come per miracolo, epoche e nazioni si affratellano e si fondono in una visione unitaria, che abbraccia un arco di tempo che va dal XV al XVI secolo. Naturalmente, trattandosi di una quadreria di palazzo, sono presenti numerosissimi ritratti, di grandi maestri e di pittori detti comunemente di corte per la loro specializzazione, come Frans Pourbus o Giusto Sustermans.

Cristiano di Danimarca

Cristiano di Danimarca

A lato vediamo il ritratto di Cristiano di Danimarca, ritratto dal fiammingo Giusto Sustermans che entrò nella corte medicea nel 1619 come pittore ufficiale, lo dipinse intorno al 1662, il giovane Cristiano che diventò poi Re di Danimarca con il nome di Cristiano V. L’artista ha saputo rendere sia l’intensità dello sguardo del principe, allora adolescente, sia le finezze dei pizzi del colletto e delle ageminature in oro dell’armatura


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