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Galleria Nazionale delle Marche
Il Palazzo Ducale dei Montefeltro e una delle poche regge italiane che abbia avuto la fortuna di non diventare sede di istituti e uffici diversi e, nello stesso tempo, di essere adattata a museo non solo tenendo conto delle opere da esporre, ma anche degli ambienti che avrebbero dovuto fare, se cosi si può dire, da contenitore. Nella reggia urbinate, divenuta sede ufficiale di museo nel 1912, si è cercato, con successo, di adeguare il tipo di inserimento delle opere d`arte ai singoli saloni, alla ricerca di un equilibrio quanto più possibile armonioso.
Le opere del primitivo nucleo della collezione vennero riunite da collezioni provenienti dai
soppressi ordini religiosi e. successivamente, da raccolte private e donazioni. Si era nel l86l e nel 1881 le opere entravano in Palazzo Ducale, non ancora dichiarato Galleria Nazionale.
Un posto di preminenza ha Piero della Francesca, che ebbe anche tanta influenza sull’architettura del palazzo, e viceversa. Se la Madonna di Senigallia è una delle opere più dolci, la Flagellazione è una delle più significative, in cui la prospettiva del portico segna una tappa del nuovo modo rinascimentale di vedere l’ambiente in etti si svolge l`azione, su piani scenografici diversi. Ci pare di vedere il giovane Raffaello dipingere con mano delicata i ritratti dei serenissimi duchi Guidubaldo ed Elisabetta, ora agli Uffizi di Firenze e quello di Baldesar Castiglione, ora al Louvre di Parigi, mentre a Urbino resta l`enigmatico volto di gentildonna detta La muta, vagamente leonardesca, la sola opera del grande pittore che sia rimasta qui, nella sua città natale.
Di capolavoro in capolavoro, passano davanti agli occhi i più Fulgidi nomi della storia dell’arte di tutti i tempi. Si incontrano pitture di Paolo Uccello, Tiziano, Giovanni Bellini, Barocci, Melozzo da Forli, Luca Signorelli, Orazio Gentileschi, Giusto di Gand e opere di scultori come Agostino di Duccio Domenico Rosselli e Francesco di Giorgio Martini. il Botticelli è presente quasi in incognito, come autore di molti disegni preparatori delle preziose tarsie delle porte e dello Studiolo ducale.
La Madonna di Senigallia, dipinta da Piero della Francesca per la chiesa di Santa Maria delle Grazie, fuori le mura della cittadina marchigiana di Senigallia. Due delicate note di naturalismo sono rappresentate dalla natura morta, nel cestino sulla mensola e dal prezioso rametto di corallo che pende dal collodel Bambino
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